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Sbarco “dalla” Normandia

in onda domenica 24 aprile 2011 alle 13.25

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    In coincidenza con le celebrazioni organizzate per i cinquant’anni dalla stipula del Trattato di Roma che istituì la Comunità economica europea e la relativa Assemblea parlamentare, Passepartout continua a viaggiare alla ricerca delle suggestioni culturali che sono alla base del concetto stesso d’Europa. Philippe Daverio va alla ricerca anche di altre ascendenze storiche, di nuove suggestioni culturali; cerca di formulare inedite ipotesi di studio, individuare insoliti fenomeni aggreganti che potrebbero essere i presupposti storici dell’unione europea.

    In questa  puntata i normanni sono i protagonisti di questo viaggio. Daverio immagina un filo sottile che potrebbe legare lo sbarco di Normandia, che determinò in maniera incisiva gli esiti della II Guerra Mondiale, e lo “sbarco dalla Normandia” del millennio precedente, vale a dire l’inizio della vicenda normanna, quando un misto di popolazioni indigene della Neustria e di invasori vichinghi giunti dalla Danimarca e dalla Norvegia occuparono l’odierna Normandia per poi espandersi verso altri territori europei, soprattutto lungo le zone costiere. In entrambi i casi si è determinata una nuova identità culturale che ha messo in collegamento popolazioni e regioni diverse, dando un forte impulso allo sviluppo del continente.

    La Normandia, dove la Senna sfocia nel mare, dove le case di campagna sono tuttora deliziose - quelle più antiche con i tetti in paglia - e dove il vischio dei druidi continua a crescere tra il tranquillo pascolare delle vacche e il chiassoso passaggio delle chiatte sul fiume. Questo territorio nel nord-ovest della Francia fu al centro di un importante passaggio storico, ancor prima del 1000, perchè fu teatro della nascita del Ducato di Normandia che sancì l’emancipazione vichinga da uno stato poco più che barbarico ad uno più elevato. Grazie all’accordo siglato tra il capo di questi nordici Rollone e il re carolingio Carlo il Semplice ebbe inizio l’epoca normanna. Con l’acquisizione della Normandia i nordici offrivano in cambio un giuramento di vassallaggio e la loro conversione al cristianesimo.

    Guglielmo di Jumieges, uno storico normanno, ci ha lasciato una fedele descrizione di questa "strana" cerimonia di conversione: "Rollone si rifiutava di baciare il piede a Carlo, quando ricevette da lui il Ducato di Normandia. Tuttavia, spinto dalle preghiere dei Franchi, ordinò a uno dei suoi guerrieri di farlo in sua vece: costui afferrò il piede del re e lo portò alla bocca, ma lo baciò senza curvarsi, e fece cadere per terra il re. Donde grandi scoppi di risa e grande tumulto nella folla".

    È proprio dall’Abbazia di Jumieges che prende il via la puntata, durante la quale si ripercorrono le principali tappe dei normanni fino al loro approdo in Inghilterra. Si passa per il Musee de Normandie  e il Castello di Caen, il Castello di Les Andelyes e si giunge alle cattedrali di Canterbury, Winchester e Romsey. Una menzione particolare merita il Museo di Bayeux, dedicato ad un unico oggetto, un arazzo lungo 70 metri, opera pregevolissima e di grande spessore storico ed estetico. Vi si racconta la storia della presa dell’Inghilterra da parte di Guglielmo il Conquistatore, non solo gli avvenimenti ma anche i modi di vivere, i gesti, le abitudini, i costumi di quegli anni. Sicuramente oggi è la tappezzeria più visitata nel mondo, visto che questo pregevole museo conta circa 400.000 visitatori all’anno.

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