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Campagna e città nell'operoso nord-est

in onda domenica 20 ottobre 2013 alle 13:25

Questa puntata di Passepartout si ispira all’antica favola del topo di campagna e del topo di città per parlare di pittura veneta tra XVI e XX secolo. Come di consueto Philippe Daverio cerca nuove soluzioni di studio, al di là delle dotte certezze accumulatesi in anni di studi accademici e di tradizioni storiografiche. Daverio infatti non si limita a certificare il primato del colore che solitamente si assegna alla pittura veneta nella dicotomia che la vede contrapposta a quella toscana dove invece vince il disegno. Segue piuttosto un modello di indagine di tipo antropologico, più consono allo spirito seguito solitamente dal programma d’arte e cultura di Raitre. Daverio individua nella pittura veneta due linee di ricerca: l’una, severa e teatrale, interpretata dagli artisti nati a Venezia come Carpaccio, Tintoretto, Cataletto; l’altra, sensuale e naturalistica, con protagonisti alcuni degli artisti venuti dalla provincia, Giorgione, Tiziano, Veronese. Il tutto fissando anche un momento storico in cui Venezia subisce un profondo e decisivo cambiamento, coincidente all’incirca con la scoperta delle Americhe e con la caduta di Costantinopoli. Da questo momento la Serenissima comincia ad interessarsi maggiormente alla terraferma. Di conseguenza Venezia inventerà il Veneto e il Veneto cambierà notevolmente Venezia.

Passepartout propone un itinerario stilistico sull’arte dei veneti ricco di pittura. Lo spunto è dato da una serie di mostre (Canaletto. Il trionfo della veduta, Roma, Palazzo Giustiniani,; Boldini, Padova, Palazzo Zabarella,; Veronese. Miti, ritratti, allegorie, Venezia, Museo Correr), (Carpaccio. Pittore di storie, Venezia, Gallerie dell’Accademia; Gaspare Vanvitelli e le origini del vedutismo, Roma, Chiostro del Bramante) e da una visita ai musei e alle collezioni più importanti di Venezia (Gallerie dell’Accademia, Musei Civici, Museo Correr, Collezione Peggy Guggenheim). Linee pittoriche, gesti e segni che non si disperdono neanche in epoche recenti, tanto è vero che si determinano anche in artisti come Boldini - nato a Ferrara, sulle sponde del Po, in piena zona di influenza veneta - o addirittura nelle astrazioni di Tancredi - artista vicino a Pollock, ma che non ha dimenticato le lezioni pittoriche di un Canaletto o un Guardi fatte di segni minimi e ritmati.

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